Puerto Varas y Pucon

IMG_5834Puerto Varas e Pucon si ubicano nella regione dei laghi in Cile. Che a me forse piace più della parte argentina. Come dice questa donnina del lago di Garda, il Cile è selvaggiamente spettacolare. Puerto Varas mi accoglie al tramonto, dove la cima roseggiante del vulcano Osorno si riflette sull’immenso lago Llanquihue, un lago grande come il Mediterraneo praticamente. Il vulcano Osorno è circondato da laghi, boschi, paesini e tutti li circonda con la sua stazza imponente e la figura ipnotica. Convinta dal padrone dell’ostello, francese di Nantes, il giorno dopo prendo la bici e me ne vado costeggiando il lago fino a Fruttillar, un paesino vicino. Fruttillar è un paesino vicino appena 32km solo andata, di cui 15 in salita. Arrivo in scioltezza, cioè sciolta da caldo e fatica. Mi butto nel lago gelato che fortunatamente blocca il processo di decomposizione. Torno a casa pedalando con i gomiti, che è l’unica parte che non mi fa male. Per oggi. Perché non contenta, sempre convinta da questo di Nantes, il giorno dopo me ne vado a fare una bella passeggiata in canoa a vedere il tramonto sul lago. Una bella passeggiata di 4-5 ore pagaiando per un lago grande come il IMG_5835mediterraneo….ed io non capisco perché continui a fidarmi di questi di Nantes. Quando arrivo a Pucon, lo scenario non cambia di molto. Ma almeno non sto in camera con gente che mangia aglio. Pucon è laghi e vulcano, entrambi Villarrica. Paesino turistico per eccellenza, patria indiscussa dell’outdoor activity, Pucon è anche una contraddizione di realtà tanto distinte quanto metafisica è la loro coesistenza. La riva del lago è Rimini. La guardo, piena di gente sui gommoni, moto d’acqua, ristoranti. Nella strada principale agenzie turistiche offrono ogni sorta di divertimento, dal rafting al canoing, hydrospeed e scalata al vulcano Villarrica, dal biking al canyoning. Ma aldilà, sulle pendici della montagna dorme la comunità Mapuche, un fossile vivente, un passato che respira, tramanda e resiste. Al caos, alla profanazione dei luoghi sacri, alla discriminazione e all’ilarità in fila al supermercato. La signora Rosario ha gli occhi piccoli e un sogno grande, far conoscere la sua storia per proteggere quello che rimane della sua cultura. Sono passati colonizzatori, dittatori. Ma sono ancora lì, pronti a combattere i Mapuche. Ci accoglie nella sua Ruka, ricostruzione della casa tipica, ci parla di come debba combattere ogni giorno dentro e fuori la comunità. La signora Rosario IMG_5837ha un dono speciale, vede la sua ricchezza, dove gli altri invece la considerano povertà e se ne vergognano. I Mapuche non credono in Dio ma nella natura. Le loro feste sono i solstizi, che si celebrano danzando intorno ad un altare fatto di tronchi d’albero ed una pianta sacra. Hanno una loro medicina ed un loro consiglio. Chiamano fratelli le altre minoranze. Quando la signora Rosario è triste va ad ascoltare il fiume. Non a passeggiare, non a nuotare, lo va ad ascoltare. Ho letto un libro sulla colonizzazione e la storia delle comunità indigene e trovarmele davanti adesso è come assistere alla storia. Risponde alle mie tremila domande con pazienza e trasporto. Le dico che da noi il passato si tiene in gloria come fonte di ricchezza ed orgoglio, non si discrimina. La tenerezza mi stringe il cuore quando mi chiede se a Roma ci sono ancora comunità di nativi. Oddio, non che i romani si siano evoluti molto dall’epoca dell’Impero, però no, le dico che non ci sono più. Colgo la tristezza nel suo sguardo, come a tessere un filo di cordoglio per quello che è stato il nostro passato distrutto. Ci serve una bevanda tipica e IMG_5838ne offre allo spirito, rovesciando un po del contenuto di un bicchiere in terra. Ci parla ancora di tradizioni, costumi e battaglie per difendere il fiume dalla diga, quando il nostro tempo scade e Sarina, la tedesca che venne qui a studiare turismo e si innamorò della storia dei Mapuche, ci viene a riportare indietro. Non so con che coraggio vado a fare rafting il giorno dopo, però lo trovo il coraggio, anche se mi sento una stronza a profanare il Rio Trancura. Classe 4, si sale di livello signori! L’adrenalina che fluisce è solo l’anticamera del giorno dopo, quando mi mettono i ramponi e comincio a pedalare su per il vulcano, 2400 e passa metri di altezza, sulla neve. Una delle fatiche più bestia mai fatte. Zigzagare per 4 ore sulla neve, il freddo, il sole ed il riverbero. Con l’ansia di arrivare al cratere tassativamente prima delle 13. Non tutti i gruppi ce la fanno. Noi si! e mi becco pure lo spettacolo della lava che zampilla, prima di darlo io lo spettacolo, causa folata di vento che mi vede urlare e aggrapparmi mani e piedi alla guida per paura di cadere dentro. In Cile ci sono circa IMG_58162000 vulcani, ci dice la guida, siamo su una bomba a tempo. Ma i più pericolosi eruttano verso l’Argentina, se la ride l’altra guida! Il Villarrica è uno dei vulcani più attivi. Guardo il cratere e mi riempio di orgoglio, ma il mio quarto d’ora di gloria si dissipa quando scopro che da questa bomba, ripida che mi faceva paura a salire, si scende con la paletta per il culo. Ce ne andiamo piano piano, io e l’ansia, frenando ad ogni curva in questa specie di canale che ci fa da pista. Quando arriva lei, Franca, l’uruguaiana di 25 anni che non aveva mai visto la neve! Mi insegue in picchiata gridando e ridendo fino a collidermi e spingermi alla pista successiva. La paura di Franca che mi tampina si sostituisce a quella della discesa ripida. Diventa una sfida! Arriveremo a valle per prime, zuppe, ghiacciate e felici. Dopo una birretta celebrativa tutti insieme si parte, io, per Valparaiso. Passo una giornata in questa città in salita, di per se carina, casette colorate arroccate in viette sulla collina. La puzza di piscio e pesce al piano terra, la sporcizia. Decido che una giornata è pure troppa. Io me ne vado! IMG_5820

SO CALLED ENGLISH:
Puerto Varas and Pucon are part of the lake region in Chile. Even more beautiful than the argentinian one I think. I arrive in Puerto Varas at the sunset, when the top of Osorno vulcan turns pink, reflecting herself in the immense lake Llanquihue. The day after the owner of the hostel, french from Nantes, convince me to rent a bike and go to the near village of Fruttillar. Fruttillar is a village close 32 km one way, 15 of which uphill! When I arrived I swim in the lake which is fucking Cole. They told me, my body still cannot feel anything. I go back Puerto Varas pushing the bike with my elbows, the only part of my body that I still feel. For today, because, always convince from this one from Nantes, the day after I go canoying to see the sunset on the lake. Other 4-5 hours tour on a lake the size of the mediterranean sea. When I arrive in Pucon the scenario does not change much, lake, vulcans, amazing landscapes. Pucon is the reign of outdoor activities, the shore of the lake is a sort of Ibiza. On the main street IMG_5812several agencies sell rafting, hydrospeed, trekking, vulcan ascension. On the other side of the river, the Mapuche community fights for its rights. Rosario is a tiny lady, small and with a big dream, let people know about her culture to make it survive. Mapuche do not believe in God but in Nature, they do not need churches to pray, when Rosario is sad she goes listening to the river. She offers us a glass of typical drink made by plants, before drinking we have to pur a bit on the floor, for the spirits she says. She keep on talking about her culture, about her rights, about discrimination. After reading a book on the history of colonization, having her right here is like to see a piece of history in front of me. I do not know with which courage I go rafting the day after, profanating her sacred river. But I found it! And I just say, the reputation of Pucon for outdoor activities, it is very well worth it! Class 4 rafting in the rio Trancura is purely adrenaline. Which is necessary also for the day after, when I go climbing the top of the Villarrica vulcan. It IMG_5825is a dislivell of one kilometer more or less, half of it on the show. The more you climb the steeper it become. Reaching the top after 4 hours walking as a dead body has no price. Watching the lava jumping out of the crater neither. But the most priceless is to see my face descovering that from this steep-as-hell giant, I have to discend sleepering down on my ass…..I could not believe it! We go slowly slowly, me and my anxiety, untill she comes. Franca the uruguayan, she had never seen the show in her life. She decide to celebrate this moment hunting me on the track. She laughs and screams crashing me all the time. The fear for Franca replaces the one for the altitude. I start to speed up my ass-sledge untill we reach the end for firsts, frozen, set, but happy as two children. With Pucon still alive in my mind I arrive in Valparasiso. The city is nice with its colourfull houses on the hill but I am not particularly impressed. The smell of wee and fish push me to leave the same night. Going back to Argentina! Next stamp on my passport….

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